DON G. MINZONI


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Matteo Martinazzi
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San Nicolò - Patrono della Parrocchia

In S. Nicola, vescovo di Mira (Licia) nel IV secolo, abbiamo un gran numero di notizie, ma è difficile distinguere le poche autentiche dalla dovizia di leggende fiorite intorno a questo popolarissimo santo, la cui immagine viene ogni anno riproposta dai commercianti nelle vesti di "babbo Natale" (Nikolaus in Germania e Santa Claus nei paesi anglosassoni), un rubicondo vecchio dalla barba bianca, fluente, e con una bisaccia colma di doni sulle spalle.
Il suo culto si è diffuso in Europa quando le sue presunte reliquie, trafugate da Mira da 62 soldati baresi, e portate in salvo sottraendole alla profanazione degli invasori turchi, vennero collocate con grande onore nella cattedrale di Bari, il 9 maggio 1087. Le reliquie erano state precedute dalla fama di grande taumaturgo e dalle colorite leggende. "Nicolaio - si legge nella Leggenda atirea - trasse il suo nascimento da ricche e sante persone. Il primo die che tue bagnato, stette per se medesimo ritto nel bacino... ", bimbo di eccellente fibra, e già incline all'ascesi poiché, come soggiunge la Leggenda, il mercoledì e il venerdì rifiutava il latte materno. Fatto grandicello, "schifava le dissoluzioni e le vanità e usava la chiesa maggiormente ".
Elevato alla dignità episcopale per soprannaturale ispirazione dei vescovi raccolti in concilio, il santo pastore ebbe cura del suo gregge, distinguendosi soprattutto per la sua generosa carità. " Un suo vicino, pervenuto a grandissima povertà, tre sue figliole vergini ordinò di mettere al peccato, acciò che di quella vituperosa mercantia potesse nutricare sé e le sue figliole... " .
Perché fosse evitato questo impietoso lenocinio, S. Nicola, passando nottetempo davanti alla casa di quel poveretto, per tre volte vi gettò una borsa di monete d'oro e le tre figliole, con la dote ebbero anche un buon marito. Il suo patrocinio su ragazzi e scolaretti sembra dovuto a un altro fatto leggendario: il vescovo avrebbe addirittura risuscitato tre fanciulli, uccisi da un macellaio per farne tenere fettine.
Si narra ancora che, invocato da alcuni marinai durante una furiosa tempesta in mare, egli comparve loro e l'uragano s'acquetò all'istante. Pare infatti che con i marinai avesse un conto aperto: durante una carestia aveva ottenuto da una nave frumentaria una buona porzione di grano per i suoi fedeli; poi, al controllo degli esattori, si riscontrò che il carico era completo. Nel medioevo drammi e giochi ebbero a protagonista il santo taumaturgo. Oggi, pur sotto le mentite spoglie di " Babbo Natale", S. Nicola ci ricorda il grande comandamento dell'amore.

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